Molto spesso chi si avvicina per la prima volta alle Discipline Bio-Naturali (DBN) scambia il trattamento naturale per un sostituto della classica pillola prescritta dal medico. Questo è un errore anzitutto perché nessuna DBN è da intendersi come sostitutiva alla medicina tradizionale occidentale, al contrario le DBN si affiancano alle cure mediche. In secondo luogo le DBN hanno un approccio alla persona veramente unico, e intendiamo con ciò che per ogni persona, per ogni particolare disturbo, per ogni particolare periodo di tempo e per ogni particolare disciplina che si decide di utilizzare, il trattamento è pressoché unico e irripetibile, a differenza della pillola.Chi di noi non ha mai vissuto un periodo con la testa fra le nuvole, dimenticando nomi, appuntamenti e altre piccole cose? Chi non ha mai avuto la necessità di rimanere coi piedi per terra, mantenendosi razionale, pratico e concreto?
Qualcuno vive queste caratteristiche in modo permanente, per indole personale o atteggiamento acquisito col tempo, e spesso senza rendersene conto finisce col doversi confrontare con le conseguenze di essere troppo assente o troppo presente!
Infatti secondo l'energetica cinese (e non solo) questi comportamenti a lungo andare tendono a portare a dei "disturbi specifici", causati da blocchi energetici che impediscono il fluire regolare dell'energia all'interno del corpo. Vediamo nei due casi cosa può accadere quando questi aspetti arrivano all'eccesso.
Testa fra le nuvole: la persona è smemorata, manca di senso pratico e contatto con la realtà. Le conseguenze più ovvie sono quelle legate alla distrazione di chi "non guarda dove mette i piedi", quali piccoli incidenti, ferite, slogature ecc. Quelle meno ovvie sono legate al fatto che l'energia è bloccata da qualche parte e non riesce a svolgere le funzioni relative all'attenzione e alla concentrazione. Questo porterà l'energia a manifestare il disequilibrio in due modi: irrigidendo fisicamente la parte del corpo in cui è bloccata (ad es. nelle articolazioni o nell'addome) e dando segni di carenza dove l'energia non arriva (ad es. vertigini, diminuzione della vista, dell'udito e del gusto).
Piedi per terra: la persona è irrigidita dal troppo senso pratico, indisposta a variazioni rispetto ai piani prestabiliti e poco flessibile rispetto alle esigenze altrui. L'energia è bloccata alle estremità: nei piedi, dove "piomba" ogni passo portando a rigidità dei legamenti e calcificazioni ossee; nella testa, dove porta ad emicranie, tensione mandibolare fino ad arrivare al bruxismo (digrignamento dei denti), talvolta ad acufeni (fischi, ronzii ecc. percepiti dall'orecchio).
Da notare come in entrambe le situazioni un'estremo coinvolga l'altro, in perfetta concordanza con le leggi della medicina cinese!
Cosa si può fare? L'intervento in entrambi i casi, ma naturalmente con modalità diverse, prevede di sbloccare l'energia laddove è rimasta imbrigliata e di richiamarla nei punti di carenza, attraverso lo shiatsu e la moxa, la riflessologia plantare oppure con l'aromaterapia.
L’approccio della medicina occidentale nei confronti della malattia, o del semplice sintomo, è profondamente differente rispetto a quello della medicina tradizionale cinese (MTC).
Alla base di questa differenza sta l’interesse della MTC nell’indagine relativa al problema. L’indagine approfondita, effettuata secondo precise regole di diagnosi energetica, permette all'operatore di capire la natura del problema e le sue cause primarie. I sintomi e le patologie, infatti, possono avere origini molto diverse. Questa variabile è molto importante per la determinazione dell'approccio e delle tecniche da utilizzare.
Nella medicina occidentale, ad esempio, un mal di testa è spesso “curato” con un’aspirina, indipendentemente dal fatto che la sua origine sia lo stress, la difficoltà di digestione, un principio di influenza, la sindrome premestruale o uno sforzo della vista. Poco importa: l’aspirina non agisce sulla causa del mal di testa, ma sulla sensibilità al dolore, sul sintomo. Un problema, una medicina.
Lo shiatsu, invece, non è mai uguale a se stesso. Anzitutto la persona che riceve il trattamento viene considerata nella sua totalità e non solo in relazione al caso specifico. Ciò significa che vengono presi in considerazione l’origine del problema, lo stato psico-fisico della persona, le sue abitudini, lo stile di vita e tutti gli altri fattori che possono incidere sulla sua salute. Dopodiché l’indagine prosegue nel tentativo di capire fino in fondo i meccanismi che hanno condotto al sintomo. Questo viene considerato come un messaggio preciso che il nostro corpo ci invia per attirare l’attenzione su un malfunzionamento, che altrimenti non potrebbe essere evidenziato.
Ad ogni trattamento l’operatore (Tori) e il ricevente (Uke) si pongono in maniera nuova, in funzione del loro stato emotivo, fisico ed energetico di quel particolare momento. Allo stesso modo sarà diverso lo shiatsu applicato all’interno del trattamento stesso, poiché l'operatore, in base alle risposte che avrà ottenuto tramite la sua indagine, deciderà cosa includere nel trattamento. A tutto ciò si aggiunge il fatto che non sempre la persona trattata avrà la stessa reazione ad uno stesso trattamento.
Tutte queste variabili rendono ogni seduta di shiatsu assolutamente unica e “su misura”.