Dicevamo nel post precedente che l'operatore DBN non è un medico. Per essere precisi, potrebbe essere anche medico, ma questa non è una condizione necessaria.
Nonostante la preparazione degli operatori DBN includa molto spesso lo studio di materie quali anatomia, fisiologia e patologia, queste servono all'operatore per poter rapportare il suo differente punto di vista al linguaggio e ai concetti comuni di salute/malattia, e non per basarvi il suo lavoro.
La maggior parte delle DBN, infatti, si avvale di conoscenze, principi e modus operandi molto diversi da quelli della medicina tradizionale occidentale. Di conseguenza anche la formazione seguita dagli operatori ha spesso molto poco in comune con quella di un medico. Tutto ciò non fa dell'operatore DBN una figura inferiore al medico (né superiore!), ma differente e complementare.
Talvolta i medici che scelgono di affiancare alla loro attività quella delle DBN, riscontrano delle difficoltà a far realmente propri i canoni di interpretazione delle informazioni appartenenti ad altre discipline "meno scientifiche". A causa della forte impronta ricevuta dalla formazione medica, può capitare che il medico tenda comunque a far risalire a spiegazioni razionali e scientifiche i metodi ed i risultati raggiunti (vedi la motivazione degli effetti dell'agopuntura come riflessi di stimolazioni del sistema nervoso). Ciò risulta limitante sia per il medico che per le DBN.
Riprendendo il vecchio adagio popolare che recita "ad ognuno il suo mestiere", in buona sostanza ciò che conta è che per ciascuna professionalità venga seguito un percorso formativo serio e coerente con la disciplina stessa, affinché rimanga quella sana diversificazione delle conoscenze, ognuna con le proprie specificità e limiti.