L'Albero Olistico

Discipline Bio-Naturali alla ricerca del benessere
giovedì, 29 novembre 2007

Lo shiatsu in due: Uke e Tori sul tatami

Cos’è lo shiatsu? Sembra una domanda facile, ma in realtà la risposta che si può dare a parole è solo parziale.

Lo shiatsu è una tecnica manuale che consiste principalmente nel premere determinati punti del corpo con pollici, palmi delle mani, gomiti e ginocchia. Le zone trattate comprendono i punti indicati dalla medicina tradizionale cinese, ovvero gli stessi utilizzati anche in agopuntura. Lo scopo è il riequilibrio della circolazione dell’energia nel corpo per ritrovare il proprio stato di benessere o anche semplicemente per sciogliere le tensioni accumulate.

Lo shiatsu si pone di fronte alla persona che lo richiede non come una risposta, ma piuttosto come una domanda a cui solo quella persona può rispondere. Tori non è il terapista, Uke non è il paziente. Uke e Tori sono due persone che si relazionano, attraverso lo shiatsu, per cercare di capire insieme cosa crea lo squilibrio energetico di Uke, per ricondurre l’energia di Uke ad una circolazione armoniosa.

Lo shiatsu è vedere il “problema” non solo in se stesso, ma soprattutto in relazione all’individuo e all’ambiente che lo circonda. Lo shiatsu è vedere il problema come un prezioso messaggio da interpretare e non come un nemico da combattere.

Lo shiatsu è parlare e ascoltare. Parlare con la bocca, con i gesti, con lo sguardo, con la postura, con il respiro, con l’energia. Ascoltare con le orecchie, con il cuore, con la mente, con l’intuito, con l’energia.

Lo shiatsu è un ritorno ad una dimensione in cui l’individuo è al centro, in cui la sfera fisica, mentale, emozionale e spirituale si incontrano per confrontarsi e rapportarsi.

Ma lo shiatsu parla di sè soprattutto attraverso la pratica perché durante un trattamento la comunicazione tra Uke e Tori avviene su più livelli, molti dei quali non sono “afferrabili”. La relazione che si instaura tra Uke e Tori va oltre la semplice “terapia”, diventa una diversa concezione e coscienza di sé che comincia sul tatami e non finisce. Uke porta dentro di sè ciò che ha ricevuto durante il trattamento e lo rielabora (anche inconsciamente), lo coltiva dentro di sè e questo lo rende diverso, gli permette di prestare attenzione a ciò che lo riguarda in modo più consapevole.

Per comprendere ed apprezzare appieno lo shiatsu una sola cosa è indispensabile: la pratica, che più di mille parole manda un messaggio di sè che giunge dritto al destinatario: l’energia, di Uke e di Tori.
postato da: alberolistico alle ore 22:07 | link | commenti (9) | commenti (9)
categorie: shiatsu
giovedì, 08 novembre 2007

Testa fra le nuvole o piedi per terra?

Chi di noi non ha mai vissuto un periodo con la testa fra le nuvole, dimenticando nomi, appuntamenti e altre piccole cose? Chi non ha mai avuto la necessità di rimanere coi piedi per terra, mantenendosi razionale, pratico e concreto?
Qualcuno vive queste caratteristiche in modo permanente, per indole personale o atteggiamento acquisito col tempo, e spesso senza rendersene conto finisce col doversi confrontare con le conseguenze di essere troppo assente o troppo presente!
Infatti secondo l'energetica cinese (e non solo) questi comportamenti a lungo andare tendono a portare a dei "disturbi specifici", causati da blocchi energetici che impediscono il fluire regolare dell'energia all'interno del corpo. Vediamo nei due casi cosa può accadere quando questi aspetti arrivano all'eccesso.
Testa fra le nuvole: la persona è smemorata, manca di senso pratico e contatto con la realtà. Le conseguenze più ovvie sono quelle legate alla distrazione di chi "non guarda dove mette i piedi", quali piccoli incidenti, ferite, slogature ecc. Quelle meno ovvie sono legate al fatto che l'energia è bloccata da qualche parte e non riesce a svolgere le funzioni relative all'attenzione e alla concentrazione. Questo porterà l'energia a manifestare il disequilibrio in due modi: irrigidendo fisicamente la parte del corpo in cui è bloccata (ad es. nelle articolazioni o nell'addome) e dando segni di carenza dove l'energia non arriva (ad es. vertigini, diminuzione della vista, dell'udito e del gusto).
Piedi per terra: la persona è irrigidita dal troppo senso pratico, indisposta a variazioni rispetto ai piani prestabiliti e poco flessibile rispetto alle esigenze altrui. L'energia è bloccata alle estremità: nei piedi, dove "piomba" ogni passo portando a rigidità dei legamenti e calcificazioni ossee; nella testa, dove porta ad emicranie, tensione mandibolare fino ad arrivare al bruxismo (digrignamento dei denti), talvolta ad acufeni (fischi, ronzii ecc. percepiti dall'orecchio).
Da notare come in entrambe le situazioni un'estremo coinvolga l'altro, in perfetta concordanza con le leggi della medicina cinese!

Cosa si può fare? L'intervento in entrambi i casi, ma naturalmente con modalità diverse, prevede di sbloccare l'energia laddove è rimasta imbrigliata e di richiamarla nei punti di carenza, attraverso lo shiatsu e la moxa, la riflessologia plantare oppure con l'aromaterapia.

postato da: alberolistico alle ore 15:30 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: focus, shiatsu, aromaterapia, moxa, riflessologia plantare

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Nome: Daniela Trinca
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