L'Albero Olistico

Discipline Bio-Naturali alla ricerca del benessere
lunedì, 26 maggio 2008

Zen-One

Zen2
Nan-in, un Maestro giapponese dell'era Meiji (1868-1912), ricevette la visita di un professore universitario che era andato da lui per interrogarlo sullo Zen.

Nan-in servì il tè. Colmò la tazza del suo ospite, e poi continuò a versare.
Il professore guardò traboccare il tè, poi non riuscì più a contenersi: "E' ricolma! Non n'entra più!"

"Come questa tazza" disse Nan-in "tu sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. Come possono spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?"


Ricordatevi di vuotare la vostra tazza, di tanto in tanto :-)
postato da: alberolistico alle ore 22:11 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie: a taste of zen
martedì, 04 marzo 2008

Perché? Perché? Perché?

PerchéMolto spesso chi si avvicina per la prima volta alle Discipline Bio-Naturali (DBN) scambia il trattamento naturale per un sostituto della classica pillola prescritta dal medico. Questo è un errore anzitutto perché nessuna DBN è da intendersi come sostitutiva alla medicina tradizionale occidentale, al contrario le DBN si affiancano alle cure mediche. In secondo luogo le DBN hanno un approccio alla persona veramente unico, e intendiamo con ciò che per ogni persona, per ogni particolare disturbo, per ogni particolare periodo di tempo e per ogni particolare disciplina che si decide di utilizzare, il trattamento è pressoché unico e irripetibile, a differenza della pillola.
Questo significa che consigliare ad un amico lo stesso trattamento che si è verificato efficace su di sè, può rivelarsi alquanto sbagliato, se non addirittura controproducente o dannoso.

Alla base di questo ragionamento c'è una domanda fondamentale: perché? Questa domanda è la parola chiave del causalismo di cui parlavamo nel post precedente e che, oltre ad essere uno dei principi fondamentali della naturopatia, è una colonna portante di tutte le DBN.
Ogni volta che notiamo qualcosa che non va come dovrebbe, quindi, non solo dovremmo chiederci il perché, ma non dovremmo neppure accontentarci di chiedercelo una volta sola. Vediamo un paio di esempi...

Quando arriva la primavera comincio a starnutire e mi bruciano gli occhi...
Perché? Perché sono allergico. Perché? Perché il mio organismo reagisce in maniera violenta al contatto con una o più particolari sostanze. Perché? Oltre alla predisposizione, ci può essere una maggiore sensibilizzazione a quelle sostanze, ad esempio per un costante contatto con sostanze chimiche. Un altro perché? Perché il mio sistema immunitario è troppo reattivo, e forse sono in uno stato pro-infiammatorio generalizzato che amplifica l'allergia. Perché?...

Ho la pelle molto secca, si arrossa facilmente e qualche volta si desquama...
Perché? Perché la pelle è iper-reattiva. Perché? Forse i tessuti sono infiammati, o facilmente infiammabili. Perché? Forse sono sovraccarico di tossine, forse sono in acidosi. Perché? Non mangio correttamente oppure ho un'intolleranza alimentare, forse l'eliminazione delle tossine è insufficiente. Perché?...

Come vedete le domande da porsi e le direzioni di indagine sono molte, mentre le conclusioni difficilmente portano ad un'unica risposta e ad un'unica soluzione (niente pomata né pillola miracolosa!). Per questo motivo il consiglio è sempre quello di rivolgersi ad un professionista che sia in grado di chiederci i nostri perché e suggerirci il nostro personalissimo cosa e come.
postato da: alberolistico alle ore 21:26 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: naturopatia, shiatsu, aromaterapia, riflessologia plantare, operatori, iridologia, dbn
giovedì, 21 febbraio 2008

Naturopatia... cos'è??

NatureIl termine "naturopatia" deriva dal latino "natura" e dal greco "pathos", si riferisce quindi ad un sentire in armonia con la natura. E' spesso anche associato all'inglese "nature's path" che significa "il sentiero della natura".
La naturopatia è una Disciplina Bio-Naturale che si avvale di differenti tecniche e strumenti, i quali vengono utilizzati secondo tre principi fondamentali:
  • Causalismo: in base a questo principio, ogni fenomeno che si verifica è dato da una precisa causa. Identificandola ed intervenendo su di essa è possibile eliminare un problema alla radice ed evitare che si ripresenti. In quest'ottica il sintomo è visto come un segnale rivelatore di un disequilibrio e non come un elemento da eliminare in quanto tale;
  • Vitalismo: ogni individuo possiede un proprio vitalismo o energia vitale, ossia la capacità intrinseca della vita stessa di mantenere lo stato di salute e di reagire contro gli elementi avversi, in un processo di autoguarigione e di ripristino dell'equilibrio originario;
  • Teoria degli umori: gli umori, i fluidi corporei, sono ciò che distribuisce il nutrimento nel nostro organismo, ne raccoglie gli scarti per l'eliminazione, permette la lubrificazione dei tessuti. L'efficienza e l'equilibrio di questo sistema permette una corretta reazione da parte dell'organismo alle disfunzioni che si verificano (ad esempio con l'eliminazione delle tossine) ed è al tempo stesso un mezzo utilizzato dal naturopata per sollecitare una risposta qualora questa non avvenga spontaneamente.

Lo scopo della naturopatia è quindi mantenere, riequilibrare e ripristinare le risorse naturali e lo stato di benessere della persona attraverso la stimolazione delle sue capacità di autoguarigione. In questa disciplina l’individuo viene considerato nella sua totalità composta da mente, corpo, emozioni ed energia. In questo modo è possibile comprendere le reali cause dei disturbi così da poter intervenire sui sintomi in maniera differenziata, ma soprattutto sulla loro origine utilizzando di volta in volta le tecniche più adatte.

Il naturopata è un operatore che ha seguito una formazione triennale e che ha studiato in chiave naturopatica materie quali anatomia, fisiologia, patologia, iridologia, fitoterapia, fiori di Bach, nutrizione ortomolecolare, intolleranze alimentari, riflessologia plantare ed energetica cinese.
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categorie: naturopatia
martedì, 08 gennaio 2008

A me gli occhi!

Analisi iridologica1Nonostante l'iridologia non sia una disciplina propriamente nuova, questo metodo di analisi non ha ancora  avuto una grande diffusione, in particolar modo parlando dell'iridologia naturopatica. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che sia considerata come un metodo da "indovini".

In realtà l'iridologia naturopatica è essenzialmente l'analisi delle iridi al fine di valutare gli squilibri psico-fisico-energetici della persona. Ciò permette, unitamente al colloquio, di raccogliere un gran numero di informazioni e di individuare l'area di intervento naturopatico.

In effetti le nostre iridi, seppur così ridotte nelle dimensioni, riportano una gran quantità e varietà di segni che possono essere osservati ed interpretati dal naturopata tramite una lente o un iridoscopio. Sovracolorazioni, depigmentazioni, macchie, ogive, anelli: tutti questi segni (e molti altri!) ci parlano di noi, del nostro vissuto, delle nostre tendenze e dei nostri disequilibri. Inoltre le iridi variano nel tempo e ci forniscono, laddove monitorate, un'idea dell'evoluzione del nostro stato.

L'immagine qui sopra riporta un esempio di relazione di analisi iridologica.

Forse gli occhi non sono esattamente lo specchio dell'anima, ma di certo parlano di noi a chi ha la capacità di interpretarli!
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categorie: naturopatia, iridologia
giovedì, 29 novembre 2007

Lo shiatsu in due: Uke e Tori sul tatami

Cos’è lo shiatsu? Sembra una domanda facile, ma in realtà la risposta che si può dare a parole è solo parziale.

Lo shiatsu è una tecnica manuale che consiste principalmente nel premere determinati punti del corpo con pollici, palmi delle mani, gomiti e ginocchia. Le zone trattate comprendono i punti indicati dalla medicina tradizionale cinese, ovvero gli stessi utilizzati anche in agopuntura. Lo scopo è il riequilibrio della circolazione dell’energia nel corpo per ritrovare il proprio stato di benessere o anche semplicemente per sciogliere le tensioni accumulate.

Lo shiatsu si pone di fronte alla persona che lo richiede non come una risposta, ma piuttosto come una domanda a cui solo quella persona può rispondere. Tori non è il terapista, Uke non è il paziente. Uke e Tori sono due persone che si relazionano, attraverso lo shiatsu, per cercare di capire insieme cosa crea lo squilibrio energetico di Uke, per ricondurre l’energia di Uke ad una circolazione armoniosa.

Lo shiatsu è vedere il “problema” non solo in se stesso, ma soprattutto in relazione all’individuo e all’ambiente che lo circonda. Lo shiatsu è vedere il problema come un prezioso messaggio da interpretare e non come un nemico da combattere.

Lo shiatsu è parlare e ascoltare. Parlare con la bocca, con i gesti, con lo sguardo, con la postura, con il respiro, con l’energia. Ascoltare con le orecchie, con il cuore, con la mente, con l’intuito, con l’energia.

Lo shiatsu è un ritorno ad una dimensione in cui l’individuo è al centro, in cui la sfera fisica, mentale, emozionale e spirituale si incontrano per confrontarsi e rapportarsi.

Ma lo shiatsu parla di sè soprattutto attraverso la pratica perché durante un trattamento la comunicazione tra Uke e Tori avviene su più livelli, molti dei quali non sono “afferrabili”. La relazione che si instaura tra Uke e Tori va oltre la semplice “terapia”, diventa una diversa concezione e coscienza di sé che comincia sul tatami e non finisce. Uke porta dentro di sè ciò che ha ricevuto durante il trattamento e lo rielabora (anche inconsciamente), lo coltiva dentro di sè e questo lo rende diverso, gli permette di prestare attenzione a ciò che lo riguarda in modo più consapevole.

Per comprendere ed apprezzare appieno lo shiatsu una sola cosa è indispensabile: la pratica, che più di mille parole manda un messaggio di sè che giunge dritto al destinatario: l’energia, di Uke e di Tori.
postato da: alberolistico alle ore 22:07 | link | commenti (9) | commenti (9)
categorie: shiatsu
giovedì, 08 novembre 2007

Testa fra le nuvole o piedi per terra?

Chi di noi non ha mai vissuto un periodo con la testa fra le nuvole, dimenticando nomi, appuntamenti e altre piccole cose? Chi non ha mai avuto la necessità di rimanere coi piedi per terra, mantenendosi razionale, pratico e concreto?
Qualcuno vive queste caratteristiche in modo permanente, per indole personale o atteggiamento acquisito col tempo, e spesso senza rendersene conto finisce col doversi confrontare con le conseguenze di essere troppo assente o troppo presente!
Infatti secondo l'energetica cinese (e non solo) questi comportamenti a lungo andare tendono a portare a dei "disturbi specifici", causati da blocchi energetici che impediscono il fluire regolare dell'energia all'interno del corpo. Vediamo nei due casi cosa può accadere quando questi aspetti arrivano all'eccesso.
Testa fra le nuvole: la persona è smemorata, manca di senso pratico e contatto con la realtà. Le conseguenze più ovvie sono quelle legate alla distrazione di chi "non guarda dove mette i piedi", quali piccoli incidenti, ferite, slogature ecc. Quelle meno ovvie sono legate al fatto che l'energia è bloccata da qualche parte e non riesce a svolgere le funzioni relative all'attenzione e alla concentrazione. Questo porterà l'energia a manifestare il disequilibrio in due modi: irrigidendo fisicamente la parte del corpo in cui è bloccata (ad es. nelle articolazioni o nell'addome) e dando segni di carenza dove l'energia non arriva (ad es. vertigini, diminuzione della vista, dell'udito e del gusto).
Piedi per terra: la persona è irrigidita dal troppo senso pratico, indisposta a variazioni rispetto ai piani prestabiliti e poco flessibile rispetto alle esigenze altrui. L'energia è bloccata alle estremità: nei piedi, dove "piomba" ogni passo portando a rigidità dei legamenti e calcificazioni ossee; nella testa, dove porta ad emicranie, tensione mandibolare fino ad arrivare al bruxismo (digrignamento dei denti), talvolta ad acufeni (fischi, ronzii ecc. percepiti dall'orecchio).
Da notare come in entrambe le situazioni un'estremo coinvolga l'altro, in perfetta concordanza con le leggi della medicina cinese!

Cosa si può fare? L'intervento in entrambi i casi, ma naturalmente con modalità diverse, prevede di sbloccare l'energia laddove è rimasta imbrigliata e di richiamarla nei punti di carenza, attraverso lo shiatsu e la moxa, la riflessologia plantare oppure con l'aromaterapia.

postato da: alberolistico alle ore 15:30 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: focus, shiatsu, aromaterapia, moxa, riflessologia plantare
giovedì, 18 ottobre 2007

The doctor is in (parte II)

LucyDicevamo nel post precedente che l'operatore DBN non è un medico. Per essere precisi, potrebbe essere anche medico, ma questa non è una condizione necessaria.
Nonostante la preparazione degli operatori DBN includa molto spesso lo studio di materie quali anatomia, fisiologia e patologia, queste servono all'operatore per poter rapportare il suo differente punto di vista al linguaggio e ai concetti comuni di salute/malattia, e non per basarvi il suo lavoro.
La maggior parte delle DBN, infatti, si avvale di conoscenze, principi e modus operandi molto diversi da quelli della medicina tradizionale occidentale. Di conseguenza anche la formazione seguita dagli operatori ha spesso molto poco in comune con quella di un medico. Tutto ciò non fa dell'operatore DBN una figura inferiore al medico (né superiore!), ma differente e complementare.
Talvolta i medici che scelgono di affiancare alla loro attività quella delle DBN, riscontrano delle difficoltà a far realmente propri i canoni di interpretazione delle informazioni appartenenti ad altre discipline "meno scientifiche". A causa della forte impronta ricevuta dalla formazione medica, può capitare che il medico tenda comunque a far risalire a spiegazioni razionali e scientifiche i metodi ed i risultati raggiunti (vedi la motivazione degli effetti dell'agopuntura come riflessi di stimolazioni del sistema nervoso). Ciò risulta limitante sia per il medico che per le DBN.

Riprendendo il vecchio adagio popolare che recita "ad ognuno il suo mestiere", in buona sostanza ciò che conta è che per ciascuna professionalità venga seguito un percorso formativo serio e coerente con la disciplina stessa, affinché rimanga quella sana diversificazione delle conoscenze, ognuna con le proprie specificità e limiti.
postato da: alberolistico alle ore 21:07 | link | commenti | commenti
categorie: operatori
domenica, 07 ottobre 2007

The doctor is in (parte I)

The doctor is inNel corso degli anni la diffusione e la fruizione delle DBN è cresciuta notevolmente. Naturalmente gli operatori sono aumentati insieme alla richiesta ed altrettanto è accaduto per le scuole di formazione. Ogni diversità di pensiero e orientamento spingeva gli insegnanti a scindersi dalla scuola di provenienza per aprirne una nuova. Il risultato di questo tipo di evoluzione ha avuto l'aspetto positivo di rendere vario e tenere in continuo movimento il mondo delle DBN. D'altro canto, però, ha creato una sottile confusione sia per chi si trova a scegliere una scuola tra mille proposte diverse (a volte molto diverse), sia per chi è alla ricerca di un operatore a cui affidarsi.

In un terreno ancora non ben definito (nessuna legge nazionale regola questo campo per ora) è facile trovare operatori estremamente preparati ed in continuo aggiornamento, così com'è facile trovare operatori improvvisati. In diversi termini, è un po' ciò che accade in tutte le arti e mestieri.

D'altra parte, dopo aver seguito un percorso di formazione, tutti sono ansiosi di buttarsi sulla pratica sfoggiando più qualifiche e titoli possibile, convinti che dei pezzi di carta appesi alle pareti renderanno inequivocabile la loro professionalità e rassicureranno il cliente di aver scelto bene.

Per fortuna (o purtroppo) non è così semplice. Le DBN non sono materie scientifiche né scienze esatte, e ciò che differenzia maggiormente un buon operatore da uno "meno bravo" è la capacità di immedesimazione nella disciplina. Ad esempio, un operatore shiatsu non potrà esimersi dal ragionare seguendo i principi della Medicina Cinese ed entrando in sintonia con essi. Un buon operatore non è un meccanico che trasferisce il proprio nozionismo nel rapporto col cliente, ma è tutt'uno con la disciplina e, nel momento del trattamento, tutt'uno col cliente stesso.

Cosa ci aiuta quindi a trovare un operatore "coi fiocchi"? Ecco alcuni suggerimenti:

- il passaparola è senz'altro il modo migliore, naturalmente se proviene da qualcuno che conoscete e di cui vi fidate;
- non sempre i centri benessere o estetici offrono un servizio garantito: spesso gli operatori hanno semplicemente seguito un breve corso introduttivo;
- non vale la massima "se costa di più, vale di più", molti operatori portano la loro umiltà anche alle tariffe applicate;
- informatevi circa la formazione seguita dall'operatore, ma non lasciatevi ingannare dai famosi "pezzi di carta": un "titolo" non è necessariamente un "buon titolo";
- chiedete un breve colloquio di conoscenza per decidere se è l'operatore giusto per voi;
- non dimenticate che un operatore DBN non è un medico.
postato da: alberolistico alle ore 15:14 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: operatori
mercoledì, 26 settembre 2007

Lo shiatsu e l'aspirina

L’approccio della medicina occidentale nei confronti della malattia, o del semplice sintomo, è profondamente differente rispetto a quello della medicina tradizionale cinese (MTC).

Alla base di questa differenza sta l’interesse della MTC nell’indagine relativa al problema. L’indagine approfondita, effettuata secondo precise regole di diagnosi energetica, permette all'operatore di capire la natura del problema e le sue cause primarie. I sintomi e le patologie, infatti, possono avere origini molto diverse. Questa variabile è molto importante per la determinazione dell'approccio e delle tecniche da utilizzare.

Nella medicina occidentale, ad esempio, un mal di testa è spesso “curato” con un’aspirina, indipendentemente dal fatto che la sua origine sia lo stress, la difficoltà di digestione, un principio di influenza, la sindrome premestruale o uno sforzo della vista. Poco importa: l’aspirina non agisce sulla causa del mal di testa, ma sulla sensibilità al dolore, sul sintomo. Un problema, una medicina.

Lo shiatsu, invece, non è mai uguale a se stesso. Anzitutto la persona che riceve il trattamento viene considerata nella sua totalità e non solo in relazione al caso specifico. Ciò significa che vengono presi in considerazione l’origine del problema, lo stato psico-fisico della persona, le sue abitudini, lo stile di vita e tutti gli altri fattori che possono incidere sulla sua salute. Dopodiché l’indagine prosegue nel tentativo di capire fino in fondo i meccanismi che hanno condotto al sintomo. Questo viene considerato come un messaggio preciso che il nostro corpo ci invia per attirare l’attenzione su un malfunzionamento, che altrimenti non potrebbe essere evidenziato.

Ad ogni trattamento l’operatore (Tori) e il ricevente (Uke) si pongono in maniera nuova, in funzione del loro stato emotivo, fisico ed energetico di quel particolare momento. Allo stesso modo sarà diverso lo shiatsu applicato all’interno del trattamento stesso, poiché l'operatore, in base alle risposte che avrà ottenuto tramite la sua indagine, deciderà cosa includere nel trattamento. A tutto ciò si aggiunge il fatto che non sempre la persona trattata avrà la stessa reazione ad uno stesso trattamento.

Tutte queste variabili rendono ogni seduta di shiatsu assolutamente unica e “su misura”.

postato da: alberolistico alle ore 16:24 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: shiatsu
venerdì, 21 settembre 2007

BENVENUTI!

L'Albero Olistico è un luogo di ricerca del benessere e di confronto tra terapisti e utenti.

Attraverso le Discipline Bio-Naturali (DBN) cerchiamo di raggiungere un benessere che vada oltre lo stato di salute in senso stretto, mettendo le nostre conoscenze al servizio di chi crede in un approccio olistico per sentirsi meglio.

L'Albero Olistico rappresenta il rapporto tra le DBN e l'individuo, ovvero la metodologia, la tecnica e il punto di vista con cui ogni disciplina affronta le varie problematiche. Naturalmente le suddivisioni sono schematizzate per semplificare la rappresentazione, ma le varie parti che compongono l'albero e le relative discipline formano un tutt'uno. Questo concetto di unità è il principio olistico su cui si basano le DBN.

Le radici: alcune discipline sono molto legate alla fisicità e alla struttura di base dell’individuo, per così dire alla parte materiale di noi. Si tratta di discipline che implicano un contatto diretto tra l'operatore e l'utente e che hanno un riscontro pressoché immediato. Sono rappresentate dalle radici tutte le tecniche manuali come il massaggio e lo shiatsu, e le tecniche di integrazione come la nutrizione ortomolecolare.

Il tronco: oltre ad essere parte della struttura di sostengo dell'albero insieme alle radici, il tronco permette la comunicazione tra radici e rami. Le discipline in questo caso non si limitano alla parte manuale, ma aggiungono a questo aspetto alcuni "ingredienti" che permettono un lavoro più completo e profondo. Sono rappresentate dal tronco le tecniche come lo shiatsu, la riflessologia plantare, l'aromaterapia, la fitoterapia, e la valutazione energetica tramite l'iridologia e la ricerca delle intolleranze alimentari.

I rami: ponte fra tronco e foglie, i rami dell'albero olistico collegano la parte stabile e portante di noi al nostro lato più "etereo". I rami simboleggiano la capacità di innalzarsi verso l'immateriale a partire dalla concretezza, così come il senso di equilibrio tra questi due aspetti. Sono rappresentate dai rami le discipline che, come l'energetica cinese, lo shiatsu e la moxa, sono in grado di mettere in comunicazione il corpo, la mente e il cuore.

Le foglie: sono ciò che è più sottile di noi, la nostra emotività, il nostro relazionarci con il mondo esterno e la spiritualità. Come le foglie si muovono nella sfera immateriale dell'aria pur rimandendo collegate alla materialità dell'albero, così la nostra parte eterea si protende verso il cielo pur rimanendo espressione della nostra individualità. Sono rappresentate dalle foglie quelle discipline che riescono a comunicare con la parte più intima della persona come lo shiatsu, il reiki, i fiori di Bach.

Come avrete potuto notare, lo shiatsu è rappresentato a tutti i livelli. Ciò è dovuto alla sua particolarissima molteplicità di approccio e applicazione, tale per cui l'operatore può modulare la tecnica a seconda delle diverse condizioni che si presentano.

In questo blog parleremo di tutto ciò che ruota attorno a questo universo ancora poco conosciuto, spiegando in che modo le DBN possono migliorare la qualità della nostra vita e rispondendo alle eventuali domande.

Grazie della vostra visita e tornate a trovarci!

postato da: alberolistico alle ore 11:34 | link | commenti (11) | commenti (11)
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Utente: alberolistico
Nome: Daniela Trinca
L'Albero Olistico, oltre ad essere un luogo reale a Milano, è un luogo virtuale di divulgazione e confronto delle Discipline Bio-Naturali. Accomodatevi sotto le sue fronde per ascoltare, domandare, contribuire.

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